Portami via – Nate Powell

Portami via è l’ultima splendida creazione fuoriuscita dalla poliedrica mente di Nate Powell, considerato uno dei più talentuosi fumettisti del panorama attuale.

La vicenda affronta il tema delicato e complesso dei disturbi mentali. Ruth e Perry sembrano due normali teenager alle prese con i problemi tipici dell’adolescenza: incomprensioni con i genitori, paure, piccole fissazioni. Ma presto appare chiaro come i due nascondano qualcosa di ben più grave: Perry è tormentato da un piccolo e prepotente maghetto che dalla cima della sua matita gli ordina di disegnare senza tregua, mentre Ruth è ossessionata dalla presenza di enormi sciami di insetti che la circondano ma che solo lei riesce a vedere. Ogni tentativo di mitigare questi disturbi si rivela vano e li fa sprofondare ancor di più nel vortice della schizofrenia, fino ad una conclusione surreale ma inevitabile.

E’ evidente l’esistenza di un abisso tra chi soffre di disturbi mentali ed il resto del mondo, “una voragine chiamata comprensione”. Powell riesce ad annientare questa distanza mediante l’uso equilibrato ma potente di immagini e parole, andando oltre il freddo e spigoloso linguaggio clinico e svelando ai nostri occhi la vita quotidiana di persone con problemi di questo tipo; un processo di immedesimazione di per sè molto complesso viene reso in maniera tale per cui ciò che a pensarci sembra inimmaginabile appare al lettore quasi come reale, vivo, pulsante. Una storia forte, a tratti commovente, che fa riflettere su come il mondo esterno sia uno solo, ma anche profondamente diverso a seconda della percezione che se ne ha.

Il fumetto di Powell è paragonabile a “Blankets” di Craig Thompson per lo stile del disegno e la sensibilità con cui vengono raccontate le due storie. Non a caso è stato premiato con gli Eisner e Ignatz Award del 2009, gli stessi premi vinti cinque anni prima da Thompson con “Blankets”.

Editore: Rizzoli Lizard – Pagine: 224 – Bianco&nero – Prezzo: 17,50€

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