Stitches – David Small

Stitches è l’ultima pubblicazione di David Small, illustratore statunitense noto fra le altre cose per la collaborazione con alcune importanti riviste d’oltreoceano (The New Yorker, The Washington Post, Esquire).

In questo racconto autobiografico l’autore scava nel suo passato alla ricerca di un ricordo da esorcizzare, da rivelare a sè stesso prima ancora di mostrarlo a chi legge. Nato con dei problemi all’apparato respiratorio e cresciuto in un ambiente familiare in cui la comunicazione è ridotta ai minimi termini, la malattia diviene l’unico mezzo con il quale il piccolo David riesce ad esprimersi. All’età di 11 anni, al termine di un’operazione presentata come banale si ritrova senza la tiroide ed una delle corde vocali, e con un taglio suturato alla bell’e meglio con 29 punti. Solo a cose fatte scoprirà di aver avuto un cancro alla gola. David inizierà così a concentrarsi sull’unica forma di comunicazione che gli consente di sfuggire ad una realtà sempre più ostile: il disegno. Stitches si rivela così “il difficile racconto di un viaggio: quello di un ragazzino che prima la vita e poi la malattia hanno ridotto ad un solitario silenzio, ma a cui l’arte ha finalmente ridato la voce”.

Il tratto utilizzato dell’autore trasferisce su carta un sentimento altalenante sempre sospeso fra lo stupore tipico di un bambino di 6 anni che si affaccia alla vita vera e la paura per le crudeli disattenzioni rivoltegli dai genitori, visti come uomini cattivi e ritratti come tali: nascosti dietro occhiali riflettenti che ne celano lo sguardo rendendoli freddi e senza emozioni, con ombre lunghe e minacciose e i lineamenti deformati.

Se lo nomini sparisce. Il silenzio è il vero attore non protagonista di questa vicenda. Un silenzio assordante, che prima prende le sembianze di una madre nervosa e frustrata, di un padre assente e di un fratello inesistente, per poi trasformarsi in una realtà obbligata dopo l’operazione. Un silenzio che emerge anche nelle scelte stilistiche, proiettato in pagine e pagine spesso prive di testo, ma ricche di immagini e sequenze dal raro impatto emotivo, di fronte alle quali è impossibile restare indifferenti. Stitches parla di malattia, emarginazione, solitudine, ma anche di come l’arte possa essere ancora considerata una via di fuga, un lasciapassare per il recupero di un mondo che l’età adulta spazza via troppo rapidamente. Una storia forte, che ci conquista disegno dopo disegno. Bellissimo, davvero.Editore: Rizzoli Lizard – Pagine: 327 – Bianco&nero – Prezzo: 19,90€

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