MAUS – Art Spiegelman

MAUS di Art Spiegelman è forse la graphic novel più conosciuta a livello mondiale (oltre che la prima che ho letto ormai 10 anni fa). Pubblicata inizialmente in due episodi fra il 1986 e il 1991, nel 1992 ha ricevuto uno Special Award del premio Pulitzer, il massimo rinoscimento giornalistico mondiale.

L’opera è autobiografica. L’autore, nato dopo la fine della guerra ma animato dal desiderio di scrivere un fumetto sull’Olocausto, scava nella memoria del padre Vladek, ebreo polacco sopravvissuto, facendosi raccontare la storia della sua vita dagli anni Trenta alla fine del secondo conflitto mondiale. Un percorso difficile, forse troppo difficile da capire fino in fondo per chi come me ha avuto la fortuna di non viverlo in prima persona. Un racconto fatto di coraggio ma anche di paura, un viaggio lento e sfibrante in costante equilibrio sul filo di una vita perennemente in pericolo, in cui la lotta per la propria condizione di essere umano è seconda solo a quella per sopravvivere. Riviviamo così il periodo florido e felice del matrimonio con Anja (madre di Art), l’inizio delle persecuzioni in Polonia da parte dei nazisti, la continua ricerca di espedienti (spesso umilianti) per sfuggire ad una cattura pressoché inevitabile, la prigionia affrontata con la forza di chi sa che un amore in cui credere può fare miracoli, fino alla liberazione ad opera degli americani e la quasi insperata ricongiunzione con Anja. Sullo sfondo scene tratte dal presente (inteso al tempo della stesura dell’albo) ci raccontano del difficile rapporto fra Art e il padre Vladek, indurito e segnato da un’esperienza alla quale forse nessuno è realmente sopravvissuto.

Dal punto di vista stilistico è celeberrima la scelta di Spiegelman di rappresentare i personaggi come animali antropomorfi. Gli ebrei hanno il muso dei topi (da qui il tedesco Maus), i nazisti di gatti, i polacchi di maiali, gli americani di cani e via dicendo. Questo permette all’autore di evitare l’immedesimazione di chi legge in ciò che legge, permettendo invece un’analisi più critica della ricca documentazione che emerge dalle vignette.

Maus è una storia stupenda, emozionante, commovente, fatta di sofferenze e di umorismo, di debolezza e di forza, di odio e di amore. Umberto Eco ha detto “ti prende e non ti lascia più”. Aveva ragione.

Editore: Einaudi – Pagine: 292 – Bianco&nero – Prezzo: 17€

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Una risposta a MAUS – Art Spiegelman

  1. Selina Kyle ha detto:

    Confermo le parole di Umberto Eco. E’ un racconto dettagliato e toccante che riesce a illustrare il tormento di una fuga senza tregua e l’impossibilità di strappare il dolore dalla memoria dei sopravvissuti. Si differenzia da molti altri racconti sull’ olocausto in quanto non santifica le vittime né condanna gli eventuali complici più o meno consapevoli.
    Bella recensione 🙂

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