Carnet de Voyage – Craig Thompson

Carnet de Voyage è una pubblicazione di Craig Thompson uscita nel 2004, terza in ordine cronologico dopo Addio Chunky Rice e l’ormai celeberrimo Blankets. Anche stavolta la versione italiana si è rivelata introvabile, motivo per cui mi sono procurato quella in lingua originale.

Si tratta in questo caso di una graphic novel un po’ atipica. Quello che ci troviamo di fronte è infatti un vero e proprio diario di bordo, uno sketchbook tenuto dall’autore durante un viaggio tra Spagna e Francia organizzato dalla sua casa editrice per promuovere l’allora appena nato Blankets, durante il quale si concede però anche una deviazione programmata ma intima e solitaria in Marocco (esperienza peraltro utilissima al fine di gettare le basi per l’ormai nascituro Habibi). Da Parigi a Marrakech, dal Monte Bianco a Barcellona la storia prende forma pagina dopo pagina, giorno dopo giorno, e fila via scorrevole fra appuntamenti lavorativi, incontri attesi o imprevisti, attimi di allegria, di sconforto, di svago e come è naturale che accada anche di riflessioni importanti.

Nonostante il racconto sia per la maggior parte in prosa, la quantità e soprattutto la qualità delle immagini che lo raffigurano lo trasformano nell’ennesima emozionante esperienza firmata da Thompson. Per quanto riguarda l’aspetto puramente testuale il modo in cui l’autore si esprime è incalzante e coinvolgente, e così come accade per le illustrazioni riesce sempre a sorprendere grazie alla capacità di puntare i riflettori sugli aspetti più intriganti ed affascinanti di ciò che lo circonda. Stesso discorso vale per le immagini, che aiutate da uno stile inconfondibile vanno dritte dritte al cuore di chi osserva.

Una menzione particolare la meritano gli scenari del Marocco. Durante tutto il corso del viaggio l’attenzione dell’autore si divide infatti equamente fra gli spettacolari paesaggi che gli si presentano innanzi e la dimensione intima delle persone che incrocia sul suo cammino. Ma essendo la parentesi marocchina l’unica nella quale egli si ritrova realmente solo con sè stesso, fuori dalla portata di amici e conoscenti ma anche di doveri lavorativi, l’aspetto paesaggistico prende nettamente il sopravvento e ci regala vere e proprie perle di toccante realtà, fotografie emozionanti soprattutto se, come me, si ha avuto la fortuna di viverle in prima persona.

L’ultima cosa che mi sento di dire è che sconsiglio Carnet de Voyage a coloro i quali avendo negli occhi le prime pubblicazioni di Thompson vanno a caccia di qualcosa di analogo: la struttura con la quale è stato concepito lo mette su un piano a sè stante e non permette grandi paragoni. Ma se c’è qualcuno oltre a me che stravede per lo stile del buon Craig, dovesse illustrare anche un regolamento condominiale, si fidi che non rimarrà deluso.

Editore: Top Shelf Productions – Pagine: 224 – Bianco&nero – Prezzo: 14,95$

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