Cinema Panopticum – Thomas Ott

Cinema Panopticum è l’opera più famosa del disegnatore svizzero Thomas Ott, celebre per la sua inconfondibile tecnica dello “scratching”, che consiste nel dare vita al bianco delle illustrazioni letteralmente “graffiando” il foglio, grattando via il nero.

In un tempo storico imprecisato una ragazzina osserva da fuori un parco divertimenti con occhi malinconici e sognanti. Le monete che ha con sè non sono molte, solo cinque, ma forse per qualcosa basteranno. Una volta dentro scopre però che molte delle giostre cui si avvicina sono più costose, tranne una: il cinema Panopticum. All’interno di questo strano e piccolo tendone vuoto ci sono cinque macchine cinematografiche, ognuna delle quali è portatrice di una storia al prezzo di una moneta. Cinque macchine, cinque monete. E il gioco può avere inizio… Il resto lo saprà chi avrà la fortuna di leggere questo pezzo di bravura a firma di un autore che non smette mai di stupire. Se da un lato infatti le sue storie cupe e prive di testi riescono sempre a creare una tensione narrativa che tiene incollati alle pagine come bimbi alla mamma il primo giorno di scuola, dall’altro Ott dimostra una volta di più di saper cogliere sfumature ed aspetti del reale spesso inimmaginabili. Ogni storia è concettualmente sorprendente, i collegamenti interni al racconto sono sottili ed esaltanti, semplicemente mirabile il modo in cui riesce a mescolare spaccati di orrore puro con altri di dissacrante ironia, squarci di vita vera con altri grotteschi e surreali. Cinema Panopticum è una silenziosa narrazione per immagini che scavando nel foglio annerito come in noi stessi porta alla luce in maniera esemplare i lati più oscuri dell’esistenza, fornendoci una diversa chiave di lettura per indagare ciò che ci circonda.

Sono consapevole che c’è chi storce il naso di fronte ad una pubblicazione priva di testi e che si esaurisce nel giro di dieci minuti. Ma al contrario di altre graphic novel magari più lunghe e straripanti di parole questa si dimostra decisamente più ricca ed incisiva. Quando leggo le figure cerco sempre infatti qualcosa che sia in grado di sorprendere, di emozionare, di far scaturire delle riflessioni. Ott c’è riuscito. C’è riuscito con quel segno graffiato che destabilizza e inquieta solo a vederlo, con quegli occhi a palla spiritati e terrorizzati che accompagnano regolarmente i protagonisti dei suoi racconti, con il suo modo sublime e grottesco di rappresentare l’umanità comunemente intesa. Raramente succede che alla fine di un libro o di un film al momento della sorpresa finale si accompagni quel sentimento di riconoscenza nei confronti dell’abilità dell’autore. Questa volta è andata così.

Editore: Black Velvet – Pagine: 104 – Bianco&nero – Prezzo: 13€

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