La Perdida – Jessica Abel

La Perdida è una pubblicazione del 2007 firmata dall’autrice americana Jessica Abel.

Il racconto parla della storia di Carla, una giovane ragazza che alle porte del nuovo millennio sceglie di fuggire da un’America che non la soddisfa per andare alla ricerca di sè stessa in un Messico reso familiare dalle radici del padre. I primi approcci sono facilitati dalla presenza in loco di Harry, un ex fidanzato di buona famiglia, aspirante scrittore alla ricerca della vena creativa in una prigione dorata fatta di alcool e vizi; quale sistemazione migliore di un appartamento pagato (dai genitori di lui..) nei quartieri alti di Città del Messico? Ben presto tuttavia la differente visione della vita e le diverse aspirazioni dei due portano la protagonista a separarsi sempre più dal mondo ovattato di Harry per stringere invece rapporti con la gente del posto, apparentemente molto più vicina ai suoi valori e alle sue idee di vita. Assistiamo così ad un anno intero di relazioni, eventi ed avventure, un anno in cui Carla cerca a tutti i costi di entrare a far parte di un mondo, quello messicano, nel quale desidera più che mai potersi sentire a casa; in realtà come spesso accade questa si rivelerà anche un’opportunità per guardarsi dentro e cercare di riflettere sui reali motivi che l’hanno spinta lontano da casa e su quelli che la fanno sentire estranea forse indipendentemente dal luogo in cui si trovi.

La Perdida è in sintesi la storia di una ragazza che parte per trovare sè stessa e finisce quasi per perdersi, intenta com’è a calarsi in un mondo che andando a vedere bene non è decisamente il suo. Proprio questo senso di estraneità unito ad un forte desiderio di accettazione è uno degli aspetti che mi hanno maggiormente colpito e che la Abel è riuscita a rendere con grande efficacia. Carla cerca disperatamente di sentirsi accettata e parte di qualcosa senza essere etichettata come “turista” e quindi come corpo estraneo; il problema è che pur di raggiungere questo obiettivo finisce a volte per rinnegare la sua vita precedente, fino ad ignorare alcuni aspetti poco chiari di ciò che la circonda e ad infilarsi in situazioni spiacevoli e logoranti. Il Messico raccontato dall’autrice si rivela infatti un paese duro, fatto di luci ma anche di diverse ombre, abitato da un sottobosco di persone più o meno costrette ad arrangiarsi per sopravvivere, in modi spesso lontani dalla retta via…

La narrazione è nel complesso fluida e ben strutturata, con pochi tempi morti, e la realtà emotiva dello straniero in terra straniera è resa a tratti in modo davvero mirabile. Non un capolavoro ma una lettura bella e densa di significato, per di più molto concreta in un’epoca in cui la fuga viene spesso considerata un ottimo rifugio all’insoddisfazione.

Editore: Black Velvet – Pagine: 288 – Bianco&nero – Prezzo: 19€

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