Oggetti smarriti – Shaun Tan

Oggetti smarriti è la prima pubblicazione del disegnatore australiano di origine malese Shaun Tan, dalla quale è stato poi tratto un film d’animazione vincitore del premio di Miglior cortometraggio animato del 2011 (fedele e ben fatto, ma vi assicuro che leggerlo è davvero un’altra cosa..). Nella versione italiana alla storia di copertina è stata accorpata la più breve ma ugualmente toccante L’albero rosso.

Vi è mai capitato di trovare qualcosa? O meglio di trovare qualcosa di perso, solitario ed insolito senza sapere poi bene cosa farne? Ecco, Oggetti smarriti inizia esattamente così, con un ragazzo occhialuto, che nel bel mezzo della sua ricerca di tappi di bottiglia da aggiungere alla collezione, si imbatte in un oggetto misterioso e apparentemente abbandonato, estremamente affascinante almeno agli occhi di chi sa ancora distinguere fra guardare o semplicemente vedere. L’oggetto in questione, magistralmente plasmato dalla fantasia dell’autore, una volta stimolato prende vita e si rivela una creatura amichevole e sensibile, bramosa di uscire dalla sua condizione di abbandono e solitudine. Le sue dimensioni decisamente ingombranti la rendono tuttavia di difficile collocazione, e portano il protagonista alla dolorosa decisione di doversene in qualche modo liberare. Ma chi ancora conserva dentro di sè quello spirito fanciullesco e sognatore che associato ad un animo sensibile porta a credere che tutte le cose abbiano un’anima non può permettere che il viaggio carico di speranza dall’abbandono alla condivisione preveda un doloroso biglietto di ritorno. E nel magico mondo dipinto da Shaun Tan forse ancor più che nella nostra quotidiana realtà le emozioni hanno un potere immenso…

Oggetti smarriti è una storia tenera e commovente, la storia di un legame nato per caso, proseguito per scelta e sospeso per affetto. Ma è anche un monito, un grido d’allarme volto a respingere la minaccia di un futuro triste ed introverso, del quale la città tutta cemento, ferro e ruggine che fa da sfondo all’intera vicenda non è che il grigio alfiere. L’autore ci spinge invece a non chiuderci in noi stessi, a provare in tutti i modi a non perdere mai la curiosità e a coltivare l’empatia, elementi fondamentali per trovare sempre nuovi stimoli e colorare l’esistenza di tinte vitali.

Come già accennato in precedenza accanto alla storia portante è presente anche L’albero rosso, una tenera e visionaria allegoria esistenziale che nonostante la collocazione in secondo piano e la brevità che la contraddistingue varrebbe da sola il prezzo di copertina.

Una menzione la merita infine l’aspetto puramente visivo che caratterizza l’intero albo; storia dopo storia, tavola dopo tavola, Shaun Tan si conferma un illustratore pazzesco, tecnicamente fra i migliori che io abbia mai visto e senz’altro uno dei più geniali: le sue storie sono sempre costellate di elementi onirici ed intuizioni fantastiche (nel vero senso della parola) che rivelano un’immaginazione unica nel suo genere, capace di mettere in scena situazioni e creature impensabili ma allo stesso tempo tremendamente affascinanti e perfettamente curate nei minimi dettagli. Tan semina riflessioni i cui germogli sono impossibili da ignorare. E se ancora non vi ho convinti a leggerlo, bè… restate pure nel vostro mondo grigio.

Editore: elliot – Pagine: 67 – Colori – Prezzo: 16,50€

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3 risposte a Oggetti smarriti – Shaun Tan

  1. daniela ha detto:

    Grazie per questa bella recensione! Ho scoperto per caso Shaun Tan qualche giorno fa in libreria (prima non sapevo chi fosse) e ho già acquistato due libri suoi: Piccole storie di periferia e L’approdo. E ho visto il cortometraggio.. mi ha fatto commuovere, soprattutto nella scena in cui il ragazzo saluta l’ “amico” e la porta si richiude su quel sorprendente mondo colorato dove l’altro potrà essere felice e non più solo. Mi ha fatto sognare, e ce n’è davvero bisogno, di questi tempi!
    Daniela (insegnante, 45 anni)

  2. daniela ha detto:

    PS. E poi le musiche sono fantastiche…

    • giovafuz ha detto:

      Grazie a te Daniela per il commento positivo. Come (spero) avrai già avuto modo di notare L’approdo ha già ricevuto i riconoscimenti che merita qui sul blog, mentre Piccole storie di periferia ancora manca…ma credo non per molto!!
      In ogni caso sono pienamente d’accordo con te per quanto riguarda Oggetti smarriti, è davvero una scala verso la soffitta dei sogni, e concordo anche sulla colonna sonora scelta per il cortometraggio, soprattutto quella utilizzata nel momento in cui viene spalancata la porta sul mondo colorato…magia pura

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