Asterios Polyp – David Mazzucchelli

Asterios Polyp è la prima graphic novel firmata interamente da David Mazzucchelli, celebre disegnatore statunitense noto ai più per aver illustrato Batman: Anno Uno e Daredevil: Born Again, entrambi scritti da Frank Miller.

Asterios Polyp di mestiere fa il professore di architettura, ed è una specie di Visconte Dimezzato contemporaneo, distante e appassionato, scrittore e progettista, fratello gemello di una coppia in cui l’altro non ce l’ha fatta alla nascita. Lo incontriamo il giorno del suo cinquantesimo compleanno, proprio nel momento in cui un fulmine sta per incendiare il suo appartamento da intellettuale a Manhattan: Zac! e la storia si spacca in due parti, costantemente alternate fra loro in una molteplicità di capitoli. Nella prima a parlare è Ignazio, il fratello gemello mai venuto al mondo, che dall’alto di una dimensione sconosciuta ci racconta nelle vesti di voce narrante la storia del fratello vivo, dalla sua rigida e geometrica concezione della vita alla fama di architetto, passando per il rapporto con la dolce scultrice nipponica che diventerà sua sposa; la seconda illustra invece il presente, un momento in cui il protagonista solo, abbandonato e condizionato dall’addio della moglie sceglie di perdersi in uno sperduto paesino d’America, la tranquilla cittadina di Apogee. Qui, sostenuto dalla bizzarra famiglia che lo ospita e da una ritrovata umiltà, Asterios scoprirà un modo diverso di intendere i rapporti umani. Sulle fondamenta della storia d’amore, Mazzucchelli inserisce altri discorsi, che vanno dalla dualità all’arte, dalla psicologia alla natura umana, dalla dimensione ultraterrena alla passione per l’architettura, conferendo alla trama una valenza sentimentale ed allo stesso tempo intellettuale che appassiona ed affascina in egual misura.

Alcuni di noi sono compatibili. Altri sono semplicemente molto simili. Tutti siamo diversi. Ma l’unicità che ci contraddistingue, le caratteristiche che ci permettono di emergere dall’oceano dell’omologazione possono a volte trasformarsi in un boomerang, se non si trova il modo di adattarle alla strada che abbiamo scelto di percorrere. Mantenersi rigidi sulle proprie posizioni a volte è cosa buona e giusta, altre invece comporta conseguenze più facili da prevedere che da accettare. E Asterios lo sa. O meglio, l’ha imparato a proprie spese. Leggere il racconto di Mazzucchelli è un po’ come spogliarsi di ogni armatura costruita dal tempo per lasciarsi trasportare dalle pagine di una storia diversa dalle altre ma simile a tante, la vita di un uomo che ad un certo punto della sua vita ha pensato di aver commesso degli errori, che ha provato a capire quali, e che sorretto da una tenacia invidiabile si è fatto in quattro per recuperare: perchè a sbagliare son capaci tutti, ma a rimediare mica tanti.

Il disegno è pulito ed essenziale, ma non rinuncia a sperimentazioni di grande impatto visivo, come la rappresentazione delle singole personalità mediante cromie e stili differenti. Asterios Polyp è una di quelle storie che secondo me ognuno di noi dovrebbe leggere, un vero e proprio capolavoro narrativo, che fra tessitura grafica e carica concettuale possiede tutte le carte in regola per entrare di diritto nell’Olimpo della categoria.

Asterios Polyp ha richiesto al suo autore dieci anni di lavoro, ha vinto il Book Prizes del Los Angeles Times, tre Eisner Awards, tre Harvey Awards, nonchè il premio della giuria al festival di Angouleme 2011. Devo dire altro…?

Editore: Coconino Press – Pagine: 344 – Colori – Prezzo: 29€

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